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Sulle tracce dei ghiacciai: missione in Alaska di Tommaso Valente e Federico Santini

"Per me che non sono un alpinista ma uno "storyteller" fare questo film ha significato attraversare lo spazio che c'è tra me e il soggetto. Il cambiamento climatico, l'arretramento dei ghiacciai, la natura, la montagna. La sfida era quella di portare lo spettatore con me in questo viaggio, cercando di coinvolgerlo e di stimolare la sua sensibilità attraverso la storia. L'obiettivo è far avvicinare il pubblico al racconto rendendolo partecipe di una storia più grande, che possiamo costruire insieme, riflettendo sui nostri stili di vita".

Sonno segreto di Emanuele Coppola

- Come mai ha scelto questo soggetto?
Io ho piuttosto la sensazione che questo soggetto abbia scelto me. Infatti sono più di trent’anni che seguo e inseguo le foche monache in ogni angolo del Mediterraneo. Gli incontri con questo animale sono stati tanti, come ho raccontato nel libro IL MISTERO DEL MEDITERRANEO che ha pubblicato da poco l’Editore Orme.

Con la NATURA in palmo di mano, Sondrio Festival lancia una nuova sfida al suo pubblico: mettersi in gioco!

Giunta alla XXIX edizione, la Rassegna internazionale dei Documentari sui parchi, organizzata da Assomidop, è pronta a regalare alla città una settimana di spettacolo e riflessioni, da vivere e sperimentare in prima persona.

Sondrio, Teatro Sociale, dal 2 all'8 novembre.

Garef, le ultime pietre della Val di Pai

"Una guerra senza armi e senza uomini, restava solo il territorio". Un territorio da preservare da degrado e spopolamento, valorizzando le sue peculiarità. Obiettivo importante, veicolato dalle immagini di "Garef, le ultime pietre della Val di Pai", il documentario ideato, prodotto e diretto da Luca Ruffoni, architetto 27enne originario della Valgerola.

"Le terre che scompaiono" di Vasiliy Sarana

Vasiliy Sarana, autore di "The Delta" è un geografo e si sente estremamente fortunato a vivere in un Paese così grande come la Russia. "A dispetto dell'urbanizzazione che investe tutto il mondo, lì ci sono ancora molti luoghi inesplorati con una natura incontaminata -spiega- Nel Nord si può procedere a piedi per centinaia di chilometri attraverso la taiga e non incontrare nessun essere umano. Ecco perché la Russia è un paradiso per gli esploratori e per i registi della fauna selvatica". Di solito è un problema trovare un argomento interessante per un nuovo film.

Africa - Kalahari di Hugh Pearson

"Una parte così vecchia e secca dell'Africa, ma con una quantità impressionante di vita! Questa l'essenza e la magia dei deserto del Kalahari e del Namib", una sorpresa che ha spinto Huge Pearson a realizzare il suo film: Africa-Kalahari. "Questa zona corrisponde anche aouna degli ultimi veri deserti in Africa - e forse del mondo - anche perchè costituita da vaste aree incontaminate. Tutta la Namibia è abbastanza incontaminata perché davvero grande e scarsamente popolata". In 18 mesi il regista e la sua troupe hanno realizzato oltre 250 giorni di riprese.

L'ultimo oceano di Peter Young

"Non ho scelto questa storia, è questa storia che ha scelto me". Dopo aver viaggiato verso il mar di Ross per filmare la natura selvaggia, il documentarista Peter Young, doveva raccontare quanto sperimentato. "Poche persone hanno il privilegio di vedere questo punto estremo del globo remoto, ma degno di nota. Io sono stato uno dei pochi. E quando ho scoperto che il mio stesso paese, la Nuova Zelanda, era responsabile dell'avvio della pesca nell'ultimo oceano rimasto incontaminato, mi sono sentito addosso la responsabilità di raccontarlo e fare una campagna per proteggerlo.

Abissi – le alleanze delle profondità di Jean di Yves Collet

"Ho realizzato delle prime riprese d'un film sugli animali che vivono negli abissi nel 2011, su una nave di ricerca ed è stato proprio in quell'occasione che ho incontrato gli scienziati specializzati nello studio degli esseri che vivono vicino a bocche idrotermali abissali. Sono stato affascinato nell'apprendere che questi ultimi riescono a sopravvivere grazie all'associazione che hanno creato con batteri simbiotici", questo l'approccio che il regista Jean - Yves Collet , ha avuto con il soggetto del suo film: "Abissi – le alleanze delle profondità".

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